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Natale al campo 119 

 

Trama

 

Subito dopo l'armistizio, alcuni soldati italiani, provenienti da vari parti del paese, sono reclusi nel campo di prigionia americano 119, sotto la custodia di antipatico sergente e di un maggiore, viceversa, molto umano. Lì trascorrono le giornate svolgendo varie piccole attività, svagandosi con l'ascolto dei dischi o della radio militare, improvvisando dei banchetti di fortuna, e narrandosi dei tempi passati.

Il romano Giuseppe Mancini racconta agli altri di quando un pomeriggio ha portato i suoi cinque figli a passeggiare a Fori Imperiali. Lì ha conosciuto una giovane ragazza torinese, Mirella. Per fa colpo su di lei, Giuseppe finge di non essere il padre dei ragazzini che, nel frattempo, si scatenano sotto lo sguardo disperato del custode dei Fori. Solo quando il piccolo Giulio cade da un muro e si mette a piangere, il bluf di Giuseppe viene svelato. L'uomo ritorna a casa e subisce il rimbrotto della moglie. Don Vincenzino, un nobile rampollo amante del gioco ha dilapidato tutte le sue fortune, racconta agli altri di quando venne salvato da Gennarino, che simulò il suo funerale, usando la sua carrozza bardata a lutto per convincere i creditori che l'uomo si era appena suicidato. Guido invece racconta del suo amore per la bella Fiammetta. I due si erano appena fidanzati a Firenze prima che scoppiasse la guerra. Dovettero separarsi e fu un distacco doloroso. Tempo dopo Fiammetta scopre di essere incinta di Guido saputo che il suo amato si trova internato in un campo di prigionieri di guerra, decide comunque di sposarla per procura. Nane, gondoliere veneziano di belle presenza, racconta agli altri di quando gli capitò di adocchiare e poi sedurre una bella signora straniera sposata. La donna si faceva scarrozzare da lupo per tutta Venezia fino a quando, dovendo rientrare nei ranghi, fu costretta a ripartire col il marito.

 

Produzione

 

La pellicola venne girata per gli interni negli studi SAFA Palatino di Roma.