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Michele Catti

 

(Palermo 8 aprile 1855 – Palermo 4 luglio1914)

 

Da sempre in conflitto con i genitori Andrea Catti e Carmela Riotta, che volevano avviarlo agli studi giuridici, fugge, di casa da giovanissimo, viene ospitato da Luigi Natoli, che lo introduce negli ambienti artistici del capoluogo siciliano. Inizialmente frequenta lo studio del pittore Francesco Lo Jacono, ma insofferente per il monotono esercizio di copia, quasi fotografica della realtà, lo abbandona per studiare dal vero nella campagna, per accostarsi in modo più diretto alla natura.

La prima esposizione Burrasca d’autunno, si tiene a Palermo alla Promotrice, nel 1875, e l’anno seguente con Tramonto d’inverno. Conosce il pittore Vincenzo Ragusa, e fu subito interessato alle trasparenze della pittura orientale, che quest’ultimo portò dal Giappone, al punto di usarle per alcune decorazioni in case patrizie palermitane. Nel 1881, fu presente all’Esposizione nazionale di Milano, con Crepuscolo. Nel 1883, si reca a Roma con Natoli e frequenta per alcuni mesi lo studio del pittore Michetti, esperienza importante questa per far rafforzare nel Catti la certezza di diversi dedicare del tutto alla realtà della sua Sicilia. Nel 1988 sposa la figlia di un nobile palermitano, Anna Contarino, dalla quale ebbe quattro figli, Aurelio, Carmela, Laura e Ugo. Nel 1892 dipinse Castel di Tusa, proprietà privata, e quattro anni dopo, espone al Circolo artistico di Palermo, con i quadri Estate, Primavera, Autunno e Inverno, e nel 1899 espone alla mostra di Belle Arti organizzata al teatro Massimo. Afflitto dai vari problemi familiari, e dalle precarie condizioni di salute, vive appartato, con la vicinanza di qualche amico, in particola un suo allievo, Krep.

Le sue opere più mature, risalgono ai primi anni del ‘900, tristi atmosfere autunnali, cieli cupi, e giornate fredde e ventose. Nel 1911, grazie alla personale tenutasi l’anno precedente e voluta da Vincenzo Pastore, che comprende trentacinque sue opere, fu premiato con la Medaglia d’Oro all’Esposizione nazione di Roma, per il quadro Ultime foglie, Civica Galleria d’arte moderna, Palermo. Tra le ultime opere, i tristi dipinti del 1914, La fiera dei morti e 2 novembre, entrambi al GAM di Palermo, come se presagisse l’imminente morte, il 4 luglio del 1914.

 

Altre opere

 

Lo sbarco di Garibaldi a Marsala, proprietà privata, Palermo, 1882

 

Donna e paesaggio, 1901 Paesaggio paludoso, 1903 Via Libertà,1906

 

Donna che raccoglie i fiori,1906 Scogli e riva, 1908

 

Ultime foglie,1909 Il fiume, 1909 Alberi e riva, 1910

 

Marina con scogli, 1910 Barche, 1910

 

Domenica piovosa, 1910 La tonnarazza, 1910

 

 

Bibliografia

 

Dizionario degli artisti italiani viventi, a cura di A. De Gubernatis, Firenze, 1906 Dizionario illustrato dei pittori e incisori italiani moderni, A. M. Comanducci, Milano, 1962

 

Dizionario Enciclopedico Bolaffi del pittore e degli incisori italiani dell’XI al XX secolo, Torino, 1972

 

M. C., prefazione di M. Calvesi e con ampia bibliografia, a cura di A. Giardina, Palermo, 1974

 

Allgemeines Lexikon der bildenden Kunstler, Thieme-Becker, Leipzig, 1992

 

Pittori e Pittura dell’Ottocento Italiano, De Agostini, Novara, 1997-1998