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 I Ribelli di Ca' Pesaro 

 

 

 

Cà Pesaro  è un palazzo nobiliare di Venezia oggi Sede della Galleria internazionale d'arte Moderna  e del Museo d'arte orientale di Venezia. Il palazzo fu progettata dall'architetto Baldassaare Longhena per volontà della famiglia Pesaro. Durante l'edificazione Longhena morì e la famiglia Pesaro affidò il completamento dei lavori ad Antonio De Gaspari che terminò i lavori nel 1710. Dalla famiglia Pesaro il palazzo passò in seguito ai Gradenigo, successivamente ai Padri armeni mechtaristi che lo utilizzarono come collegio e infine fu acquistato dalla famiglia Bevilacqua. Diventò di proprietà della duchessa Felicita Bevilacqua La Masa. Nel 1899 il Comune di Venezia il 5 dicembre 1899 diede ad esecuzione alla disposizioni testamentarie della duchessa Felicita Bevilacqua, vedova del generale La Masa,che aveva lasciato il palazzo di Cà di Pesaro al Comune di Venezia con l'espressa finalità di concedere risorse e spazi ai giovani artisti, fu istituita l'Opera Belivacqua La Masa. Nel 1900 in Italia iniziano a nascere i primi movimenti antiaccademici, in polemica contro i maestri della Biennale, Cà Pesaro tra il 1908 e il 1920 rappresenta  una palestra intellettuale, un trampolino di lancio per giovani artisti italiani. Uniti solo dall'impegno di rinnovare il linguaggio artistico, guidati dal critico Nino Barbantini, i protagonisti di Cà Pesaro proposero linguaggi assai differenti: Arturo Martini si ispirava a modelli arcaici, Felice Casorati era influenzato dalla Jugendstil, Guido Marussig dal simbolismo, Gino Rossi da Paul Gauguin, Tullio Garbari dipingeva una mitica primitiva Valsugana, Pio Semeghini dipingeva una poetica Bruano memore dell'esperienza post-impressionista fatta a Parigi, Umberto Moggioli che ospitava nella sua casa Burano il gruppo dei ribelli. A Cà Pesaro furono spesso in mostra opere di Boccioni, e allo stesso tempo oggettistica di qualità (vetri soffiati di Murano, Piastrelle in maiolica, ceramiche in stile liberty,poltrone mobili)