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L'assedio dell'Alcazar

Trama

 

Rievocazione storica dell'assedio dell'Alcázar, nel presidio militare di Toledo, e della resistenza dei militari e della popolazione durante la guerra civile spagnola. Oltre un mese di assedio degli antifranchisti, con la narrazione della vita quotidiana, delle nascite e delle morti, degli stenti delle famiglie terrorizzate e dei militari che s’oppongono ai tentativi del nemico d'entrare nella cinta fortificata.

 

Continui bombardamenti sia dall'aria che da terra, sino all'arrivo delle truppe franchiste. 

 

Note

 

“La sorpresa veneziana: il premio veneziano è meritato, per l'impegno con cui il film è stato prodotto e per la solidità della sua struttura. È un film scabro, un film di guerra, robusto e niente affatto raffinato, che ha le radici scrupolosamente affondate nella storia e in una storia recente. La retorica e l'enfasi stanno alla soglia delle rievocazioni di gesta eroiche, di gesta cioè che appena toccate squillano. Ma Genina ha avuto molto tatto non trascurando il lato borghese (ci si permetta la parola) della storia. Poiché ciò che all'interno dell'Alcázar avviene è un po' la vita di una piccola città, con le sue nascite, le sue morti (ma queste tanto più numerose) e le sue storie d'amore. Si è parlato dell'Alcázar come un film corale, un film di folla: ed è vero in parte. Poiché il senso epico dell'opera a nostro avviso si sprigiona anche dal sacrificio e dal dramma singolo e qui sta il pregio del lavoro. Tra i momenti meglio riusciti annotiamo il panico al primo bombardamento, il matrimonio in extremis e gli ultimi combattimenti; pagine cinematografiche che ripagano largamente il lieve impaccio iniziale del film”

 

(Michelangelo Antonioni)

 

"L'assedio dell'Alcazar aveva in realtà le intenzioni, ma non i risultati, del film epico… nel film di Genina i personaggi, almeno nell'impostazione della storia, hanno una statura da commedia e sembrano tolti da una delle vicende brillanti che costituivano la più vasta produzione del periodo”

 

(G. Gersa)

 

“Costruita su un'esile trama, l'opera raggiunge i suoi effetti più efficaci nelle scene di massa, sia per quanto riguarda la prima parte con espliciti richiami alla cinematografia russa (…), sia per l'accumulazione drammatica ed emotiva del finale con un forte crescendo di tensione. Il tono documentaristico è un ulteriore punto di forza ed è quello che più coinvolge lo spettatore dandogli l'impressione della realtà storica” 

 

(Gian Piero Brunetti)

 

La realizzazione dei manifesti del film fu affidata ai pittori Anselmo Ballester e Sergio Gargiulo

 

Note Cinematografiche

 

Paese di produzione: Italia, Spagna

 

Anno: 1940

 

Durata: 112 min

 

Colore: B/N

 

Audio: Sonoro

 

Genere: drammatico, guerra

 

Regia: Augusto Genina

 

Soggetto: Augusto Genina, Alessandro De Stefani

 

Produttore: Renato e Carlo Bassoli

 

Distribuzione: I.C.I. 1940

 

Fotografia: Francesco Izzarelli, Vincenzo Seratrice

 

Montaggio: Fernando Tropea

 

Musiche: Antonio Veretti

 

Scenografia: Gastone Medim

 

Attori

 

Fosco Giacchetti

 

Maria Dennis

 

Aldo Fiorelli

 

Andra Checchi

 

Carlo Tamberlani

 

Silvio Bagolini

 

Adele Garavaglia

 

Carlo Duse

 

Guglielmo Sinaz

 

Checco Rissone

 

Oreste Fares

 

Ugo Sasso

 

Cesare Polacco

 

Nino Marchetti

 

Anita Farra

 

Nino Crisman

 

Ciro Bernardi

 

Felice Romano

 

Guido Notari

 

Piero Pastore

 

Guglielmo Sinaz

 

Antonio Marietti