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Il Bandito 

 

Durata: 87 minuti 

 

Colore: B/N 

 

Genere: Drammatico

 

Regia: Alberto Lattuada 

 

Assistente alla regia:Aldo Buzzi 

 

Produttore: Luigi Rovere, Dino De Laurentis

 

Fotografia: Aldo Tonti – Giovanna Fontana

 

Montaggio: Mario Bonotti

 

Musiche: Felice Lattuada

 

Scenografia: Luigi Borzone

 

Interpreti e personaggi:

 

Amedeo Nazzari : Ernesto

 

Anna Magnani: Lidia

 

Carla Del Poggio: Maria

 

Carlo Campanini: Carlo Pandelli

 

Eliana Banducci : Rosetta Pandelli

 

Mino Doro: Mirko

 

Folco Lulli: Andrea

 

Mario Perrone: Il gobbo

 

Amato Garbini: i tenutario del bordello

 

Gianni Appelius: Calligaris, detto Signorin

a

Ruggero Madrigali: Il Negriero

 

Trama

 

Dopo anni di guerra e dopo la prigionia in Germania, Ernesto fa ritorno in Italia, a Torino e ritrova una città devastata: la sua casa non c’è più, la madre e la sorella Maria sono morte. Avvilito, senza casa né lavoro, incontra per la sua strada egoismo ed indifferenza che aiuto. L’unica consolazione è scrivere al fraterno amico Carlo, con cui ha condiviso i giorni di prigionia, e alla figlia di lui, Rosetta, che lo considera uno zio acquisito. Per le strade d’una Torino notturna, spettrale e trafficante da faccendieri d’ogni sorta,Ernesto nota una bella ragazza e decide di seguirla: poco dopo si trova in un bordello e scopre chel a donna che aveva seguito è la sorella Maria che credeva morta, e che si è data alla prostituzione con il nome di Iris. Sconvolto, vorrebbe portarla via con sé, ma i due s’imbattono nel tenutario del bordello con cui nasce una violenta colluttazione. Un colpo di pistola accidentale colpisce mortalmente Maria. Ernesto, preso dall’ira, reagisce uccidendo l’uomo e diventando così un bandito tallonato dalla forze dell’ordine. In fuga e ferito, sfugge per poco alla cattura, trovando nascondiglio nella casa di Lidia, una cinica e procace donna di mondo incontrata qualche ora prima. Ernesto diventa l’amante e il complice della donna e viene reclutato come membro della banda criminale di cui ella è a capo insieme a Mirko, l’altro amante. Inizia così una vita di rapine e delitti, ma anche di momenti di umanità, che porteranno Ernesto a donare ai poveri il bottino di una rapina effettuata durante il veglione di capodanno ed ad inviare regali a Carlo e Rosetta. Nel tentativo di fuggire oltre confine, la banda viene tradita da Lidia, e si ritrova accerchiata dai carabinieri. I Malviventi abbandonano la loro automobile e ne assaltano un’altra, uccidendo il conducente. Ernesto riconosce nella bimba svenuta, seduta nel posto del passeggero, la nipotina Rosetta. Decide di rinunciare a fuggire con i complici per riaccompagnare a casa la bambina, ma preferisce non rivelarsi come lo zio Ernesto, vista la sua condizione di bandito. In prossimità della casa, si congeda dalla bambina e, mentre si sta allontanando,viene sorpreso e ucciso dai carabinieri. Dopo di chè anche Carlo, accorso sul posto, rivede per l’ultima volta il volto di quell’amico reduce, divenuto sì un bandito, ma pur sempre con un cuore d’oro.