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Gioventù Perduta 

Un film di Pietro Germi 

 

Infiltratosi nell'ambiente universitario romano, cui conducono alcuni indizi raccolti sul luogo dell'omicidio di un involontario spettatore di una rapina ad un bar, l'ispettore di polizia Marcello Mariani, conosce Luisa, figlia di un docente che lo introduce in famiglia. I comportamenti anticonvenzionali, uniti all'ampia disponibilità di denaro di Stefano, fratello di Luisa, anch'egli studente, attirano la sua attenzione. Dopo un'altra infruttuosa rapina alla cassa Universitaria (momentaneamente vuota),nel corso della quale un custode è stato ferito, questi prima di morire, afferma di essere riuscito a ferire un membro della banda. E' la stessa Luisa, all'oscuro dei compiti del compagno, a raccontare a Marcello della lesione ad un braccio subita da Stefano la notte precedente. I sospetti del poliziotto si rafforzano, e nella nuova situazione creatasi, e costretto a troncare con la donna. Maria impiegata universitaria e amica di Stefano, sin da bambina, ha trovato sul luogo della rapina un accendino con le iniziali del giovane, per il quale nutre tuttora una forte devozione. Senza nutrire alcun sospetto nei suoi confronti è, tuttavia, decisa,, nonostante le insistenze dell'altro, a consegnarlo alla polizia. Su pressione della banda, dopo averla attirata in un luogo isolato, Stefano la uccide a sangue freddo. Avvertendo di essere ormai pedinato dalla polizia,decide di passare definitivamente nella clandestinità e di procurarsi il denaro necessario rapinando una bisca annessa al night abitualmente frequentato. Ma Mariani, grazie alla confidenze di Luisa, è  a conoscenza del posto e della relazione di Stefano con un cantante del locale. La polizia attende i membri della banda all'uscita e, dopo una sparatoria, il giovane fuorilegge cade davanti agli occhi della sorella. Tocca a lei comunicare la notizia agli ignari genitori e, prima di entrare,lascia Marcello con un arrivederci.

 

 

La Critica 

 

« Le verità di Germi si sono arrestate quasi tutte alla superficie, peggio alla cornice esteriore... ma hanno raramente sfiorato l'animo dei suoi personaggi. Che cosa hanno dentro, questi personaggi che sono cattivi senza che ne sappiamo i motivi?... Perchè a vent'anni, senza un reale bisogno di denaro, si organizzano in bande armate? Chi o cosa li ha ridotti così? … A questo sembra condurre la brutta copia del nostro nuovo realismo, l'imitazione di una formula scarsamente sentita » . 

 

Il tempo,7 marzo 1948 – Gian Luigi Rondi