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Carlo Fornara

 

( Prestinone, 1871 – 1968 )

 

 

Nato da una famiglia di contadini della Val Vigezzo, nel 1871 mostrò il suo talento dopo aver iniziato a frequentare la locale scuola d’arte Rossetti Valentini di Santa Maria Maggiore, seguendo gli insegnamenti di Enrico Cavalli, grande conosce nitore dell’arte francese di quell’epoca, il qual lo influenzò in maniera decisiva affinchè seguisse la via della pittura. Nella primavera del 1891 espose due opere La bottega del calderaio e Ricordanze, alla Prima Triennale di Brera, occasione fondamentale perché lo mise in contatto per la prima volta con le istanze divisioniste, tuttavia durante il suo soggiorno a Lione tra il 1894 ed il 1895, Fornara si avvicina alla corrente pittorica del neoimpressionismo, che si manifesta nell’opera En plen air, che venne tuttavia rifiutato nel 1879 dalla Terza Biennale di Brera, nonostante venisse giudicata molto positivamente da artisti del calibro di Giuseppe Pellizza da Volpeda e Giovanni Segantini, due dei maggiori esponenti della corrente divisionista. Nel 1899 partecipò alla III Esposizione Internazionale d’arte di Venezia. Entrato in contatto con Alberto Grubicy de Dragon, titolare della Galleria Grubicy e fratello del pittore Vittore Grubicy de Dragon, fu molto apprezzato da entrambi e messo in contatto con Segantini, che volle il giovane artista come suo assistente per l’Esposizione di Parigi del 1900. Grazie al patrocinio dei Grubicy, Fornara fu presente in tutte le esposizioni pittoriche nazionali ed internazionali di una certa rilevanza di quegli anni, ma l’adesione alla scuola divisionista iniziò ad indebolirsi fino a scemare del tutto intorno agli anni venti quando l’artista iniziò una sua ricerca pittorica con uno stile del tutto personale.

 

Nel 1922 si ritirò a Val Vigezzo dove morì nel 1968.