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Erulo Eroli

 

Roma, 27 febbraio 1854 – 13 dicembre 1916

 

Erulo era figlio del marchese Pio, e della marchesa Beatrice Oralandi, il padre oltre ad essere guardia nobile era anche scultore specializzato nella lavorazione dell'avorio. Terminati gli studi al S.Apollinare, inizia a frequentare il S.Michele, dove apprende le tecniche di lavorazione della cermaica, della vetrata policroma a fuoco e dell'arazzo. Erulo apre uno studio di pittura presso la passeggiata di Ripetta, nel 1880 lo studio viene trasferito in via del Babuino, dove impiantò anche un laboratorio di arazzeria. Lo studio acquisto fama internazionale e iniziò ad essere frequentato da illustri personaggi dell'aristocrazia e dell'alto clero, del mondo della politica e della cultura. Nel 1883 Eurolo diventa presidente dell'Associazione degli Acquarellisti romani. Nel 1892 fu ammesso all'Associazione artistica Internazionale e nel 1903 fonda L'unione degli artisti con lo scopo di tutelare la categoria nei confronti della committenza pubblica. Nel 1883 inizia la sua prima importate apparizione pubblica di rilievo con il dipinto ad olio La Palestro a Lissa. Nel 1885 con la Società degli amatori e cultori di belle arti di Roma, espone Pancrazio alle fiere. Nel 1887 ottiene il primo riconoscimento per la lavorazione dei tessuti: una medaglia d'argento, al Museo artistico industriale di Roma, per gli arazzi ad imitazione, con tinte ottenute dalla bollitura di vegetali. Nel 1891 Erulo partecipa all'Esposizione nazionale di Palermo con i Vespri Siciliani. Nel 1894 ebbe una medaglia d'oro per i tessuti all'Esposizione Universale di Anversa e con esso l'acquisto del dipinto ad olio “Giovan nudo allo specchio” da parte di Re Fuad per il palazzo reale del Cairo. Nel 1897 riceve una medaglia d'oro per il quadro La sacra famiglia. Nel 1899 espone l'acquarello sociale, La Malaria. Nel 1902 sposò la vedova del fratello Alberto, Virginia Bartolini. Nel 1905 realizza due soggetti religiosi, “ Il sogno della moglie di Ponzio Pilato”, e “Translati o Sebastiani postu martyrium”, opere acquistate da Monsignor De Oca. Nel 1905 espone all'Esposizione mariana lateranense di Roma con l'acquarello “Sanctus Sanctus” ed “ Ecce Agnus Dei”, e ottiene una medaglio d'oro. Nel 1970 realizza arazzi antichi per conto dello Stato senza interrompere la sua attività di pittore, realizzando “Anita dieci anni dopo”, esposto a Santiago del Cile, e “L'alba del 23 ottobre”. Nel 1914 gli vennero commissionati cinque arazzi, oggi purtroppo dispersi.

 

 

 

Bibliografia

 

 

Zambrotta, voce Eroli, Eruolo, in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, Treccani

 

De Gubernatis, Dizionario degli artisti italiani viventi, Firenze, 1889

 

G.B. Rossi L'arte dell'arazzo, Milano 1907

 

M. Biancale, L'arte dell'arazzo e i fratelli Eroli, in Rassegna dell'istruzione artisti

 

L'arte dell'arazzo e i fratelli Eroli, in Rass. dell'istruzione artistica, IX (1938), 3-4, PP. 95 s.