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Alfa Tau

 

Trama:

 

Il sommergibile Enrico Toti rientra alla sua base, al termine di una missione. Dopo una breve licenza, i membri dell’equipaggio, che hanno abbracciato i famigliari, riprendendo il mare. Si imbattono in un sottomarino inglese, l’HMS Triad, lo speronano e l’affondano. 

 

 

Note cinematografiche

 

Titolo originale: Alfa Tau

Paese di produzione : Italia

 

Anno: 1942

Durata: 90 minuti

 

Colore: B/N

Audio: Sonoro

 

Genere: Guerra

Regia: Francesco De Robertis 

 

Soggetto:Francesco De Robertis

 

Sceneggiatura; Francesco De Robertis

Produttore: Scalera /Centro Cinematografico della Marina

 

Fotografia: Giuseppe Caracciolo

 

Montaggio: Francesco De Robertis

 

Musiche: Edgardo Carducci

 

Attori:

 

Bruno Zelich

 

Giuseppe Addobbati

 

Liana Persi

Marina Chierici

 

Lilla Pilucolio

 

Note

 

Il regista pugliese Francesco De Robertis, direttore del Centro Cinematografico presso Il Ministero della Marina, in storie marinare e nel 1942 realizza Alfa Tau

 

E’ il terzo consecutivo di sei film prodotti dalla Scalera e tra il film della tetralogia d militare. Gli attori non sono professionisti, la fotografia è di stile documentario, i titoli di testa del film non riportano né cast, ne credit.

 

De Robertis ha cercato di attenersi a un verismo storico e ambientale, per cui il ruolo che ogni personaggio ha nella vicenda corrisponde al ruolo che ognuno di essi ha nella vita. Il pregio maggiore è la semplicità la mancanza di teorica.

 

Qualità tanto più meritorie se si tiene conto che Alfa Tau! è stato realizzato in tempo di guerra e, per di più, proprio dal Miniestro della Marina. L'Onorevole Giulio

 

Andreotti,  Sottosegretario  per  lo  Spettacolo  alla Presidenza del Consiglio 

dei

 

ministri durante  la  legislatura 1947 - 1953   ha  fornito  documenti  dell'Ufficio di

 

revisione cinematografica: in relazione alla pellicola, che aveva il nulla osta n°11 del P.W.B., psycological war branch, nell'appunto a lui destinato in data 4 maggio 1945, il funzionario addetto annota che:

 

"Ritiene inopportuna la revoca del divieto di circolazione" e l'Ufficio dello Spettacolo già il 29 maggio scrive alla Scalera Film: "Questo Sottosegretariato, esaminato il film, di cui venne vietata la circolazione dal P.W.B., conferma il divieto di circolazione."

 

Ma la "Scalera Film" insiste e richiede il nulla osta di esportazione per i film realizzato da De Robertis nel 1942, del quale è ancora vietata la circolazione in Italia. Il funzionario (Calvino) appunta allora il 16 maggio 1946 che: "In vista dello specifico carattere del  film ed in considerazione della particolare situazione politica, è opportuno confermare il divieto di circolazione."

 

Ed ancora un altro appunto, redatto dallo stesso funzionario il 5 luglio 1947:

 

“Il film descrive la vita dei sommergibilisti di una base navale ed il combattimento vittorioso di un nostro sommergibile contro un sommergibile alleato. La pellicola, realizzata da regista di valore, presenta, sul piano tecnico artistico, notevoli pregi.

 Le parti descrittive, relative alle azioni di guerra, hanno un tono moderato e non assumono accenti di polemica contro gli Alleati. Si ritiene di poter concedere il nulla osta di esportazione, lasciando alla censura dei singoli Stati, ogni decisione circa l'opportunità di ammetterne la programmazione."

 

Poi, alla domanda di revisione del 27 gennaio 1948, finalmente “Esprime parere favorevole a condizione che vengano eliminate le scene ove appaiono distintivi e

 

fasci littori o si effettuano saluti fascisti. Eliminare il grido "Viva il Re" e attenuare le scene ove sulla bandiera è visibile lo stemma sabaudo. La vicenda si conclude con una lettera della Scalera Film, datata 23 febbraio 1949 che conferma: "Questa Casa cinematografica, presa conoscenza di quanto stabilito per la presentazione al pubblico del film "Alfa Tau", dà assicurazione che nelle nuove copie del film, che saranno messe in circolazione è stato provveduto a eliminare: scene ove appaiono distintivi e fasci littori, scene ove si effettuano saluti fascisti, il grido di "Viva il Re" e le scene dove appare la bandiera italiana con lo stemma sabaudo.