Download
Adolfo Callegari.pdf
Documento Adobe Acrobat 77.3 KB

ADOLFO CALLEGARI

Padova 1882 – Arquà Petrarca 1948

 

Adolfo Callegari dimostra sin dalla prima giovinezza una spiccata propensione ed interesse per l’arte e la cultura. Dopo la laurea in Giurisprudenza nel 1906, si dedica interamente alla pittura, arrivando ad esporre in numerose mostre a contatto con artisti di alto livello. La parentesi della guerra però interrompe lo slancio in questa promettente direzione e lo volge verso una scelta di silenzioso, colto e raffinato isolamento nella cornice degli amati Colli Euganei. Nel 1916 si stabilisce definitivamente ad Arquà Petrarca dove assume l’incarico di Custode della casa del Petrarca, Soprintendente onorario ai monumenti e sindaco. Dal 1920 al 1923 realizza il restauro della casa del Poeta. Nel 1922 accetta l’incarico della direzione del Museo Nazionale di Este che mantiene sino alla fine dei suoi giorni. Dalla metà degli anni venti la sua vita pubblica si svolge prevalentemente ad Este, dove alloggia, mentre la casa di Arquà diventa sempre più luogo d’elezione dove condurre studi e meditazioni e ricevere artisti e personalità del mondo della cultura. Innumerevoli sono le pubblicazioni dedicate al territorio: come la Guida dei colli Euganei del 1931, sempre dello stesso anno Ville del Brenta e dei Colli, del 1941 La piccola guida illustrata per il forestiere. Scrisse anche  alcuni saggi in relazione agli scavi che diresse nell’area euganea, come quello dello scolo di Lozzo del 1929, ma in particolare è suo il merito di due scoperte e donazioni al Museo Atestino: nel 1925 viene acquisito il famoso medaglione aureo di Augusto, e nel 1936 vengono donate ceramiche del 1500 e del 1600, per lo più brocche in maiolica con lo stemma dei monaci camaldolesi o con il monogramma SM. Negli anni trenta organizzò a Este due importanti mostre sulla storia, l’arte, l’agricoltura e le industrie dei Colli; scagliandosi pubblicamente, con una memoria dal titolo: “Una minaccia per i Colli Euganei”, contro l’insidia delle cave che aggredivano la bellezza e l’integrità del territorio, “in 25 secoli, scrive,non si è fatto tanto male quanto nei pochi decenni ultimi (scavando 200.000 tonnellate di materiale l’anno)”.  Nel 1948  Adolfo Callegari si spegne ad Arquà Petrarca lasciando dietro se l’epigrafe di custode e protettore dei Colli Euganei.